Chi è

Andrea Camaiora, giornalista e spin doctor, in qualità di esperto in litigation pr è consulente per studi legali di rilievo nazionale e internazionale.

Si è occupato di alcuni dei casi mediatico giudiziari più significativi degli ultimi anni e interviene in qualità di opinionista su numerose testate nazionali sui principali fenomeni di spettacolarizzazione di indagini o processi. Ha fondato e dirige «LexFest», kermesse nazionale dedicata alla giustizia, agli operatori del diritto e dell’informazione che si svolge ogni anno dal 2016 a Cividale del Friuli. Per tre anni, dal 2015, ha ideato e promosso «Salotto Sarzana», piccola kermesse culturale che si svolge nell’omonima cittadina ligure.

È docente di «Comunicazione trasparente» presso il master Anticorruzione dell’università degli studi di «Roma Due Tor Vergata» e di «Ufficio stampa politico e istituzionale» presso l’università degli Studi Niccolò Cusano. Insegna «Litigation pr & crisis» nell’ambito del Master Diritto e Impresa della Business School del Sole 24 Ore.

Per molti anni ha svolto intensamente l’attività di comunicatore, curando l’ufficio stampa di personalità di rilievo politico e istituzionale e collaborando con riviste italiane e straniere. Sull’Huffington Post interviene frequentemente in tema di comunicazione trasparente, litigation pr, comunicazione politica e di crisi. Ha un blog sul quotidiano online Lettera43, diretto da Paolo Madron, dedicato al processo mediatico.

È stato per alcuni anni amministratore della sua città, Sarzana, occupandosi soprattutto di bilancio, regolamenti e cultura, e dirigente nazionale dell’associazione comuni (ANCI), occupandosi di infrastrutture e lavori pubblici. Giornalista professionista, ha avviato il suo praticantato come redattore del quotidiano «Il Clandestino», sotto la direzione di David Parenzo.

Studioso del movimento cattolico e socialista, ha scritto «Don Gianni Baget Bozzo. Vita, morte e profezie di un uomo contro» (Marsilio, 2009) e successivamente, per la collana «I diari di bordo» della fondazione Colombo, alcuni pamphlet digitali, tra cui: «Piero Melograni. Uno storico moderno» (con R. Buttiglione, G. Quagliariello, F. Frattini e F. Cicchitto); «Non si chiama Budget Bozzo!» (con S. Bondi, R. Buttiglione, C. Scajola e U. Finetti); «Benedetto Francesco» (con B. Mastroianni, P. Binetti, G. Malgieri, E. Gardini e G. Rotondi). Per la casa editrice Lindau ha scritto il saggio «Il brutto anatroccolo. Moderati: senza identità non c’è futuro» (2014), con una prefazione di Mario Sechi, una postfazione di Antonio Polito e un intervento di Giorgio Stracquadanio.

In qualità di formatore ha partecipato a iniziative promosse, tra gli altri, da: Anci, Università degli Studi di Milano Bicocca, «Fondazione Attua», «LabDem», Ordine dei Giornalisti, Cisl, «Università Campus Biomedico di Roma».

Ama il buon cibo, sciare, le serie tv americane e i film francesi. Si divide tra Roma e la Corsica, regione a cui è fortemente legato e di cui scrive – quando ha tempo – in un blog sul quotidiano online Linkiesta.it.

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